• Come controllare se il vostro smartphone Android supporta i seamless update

    Una delle novità forse meno appariscenti – ma comunque importanti nell’economia di un sistema operativo – introdotte da Google su Android 7.0 Nougat è il supporto ai cosiddetti “seamless update” (letteralmente aggiornamenti senza interruzioni) in ossequio alla presenza del sistema di partizione A / B. In buona sostanza, i dispositivi che supportano il nuovo sistema di partizione sono insigniti da due differenti suddivisioni, ossia a_slot e b_slot. Più che tecnico, l’obiettivo perseguito da Google è pratico: ridurre all’osso eventuali problematiche contestuali od afferenti l’installazione di un nuovo aggiornamento di sistema, abbattendo conseguentemente i tempi necessari per provvedere all’intera procedura. Un risultato che, alla fine della fiera, dovrebbe recare meno fastidio all’utente finale, in predicato di scaricare e aggiornare sul proprio smartphone un nuovo update.

    Nonostante siano passati diversi mesi dall’importante aggiunta, vale comunque la pena ritornare sull’argomento, anche complice una notizia emersa proprio in data odierna avente come protagonista assoluto i nuovi Samsung Galaxy S9 e S9+. Se da un lato abbiamo sottolineato l’importanza di Project Treble come effetto della disponibilità nativa dell’ultimo Android 8.0 Oreo – in queste ultime ore è stata infatti creata la prima Custom ROM AOSP per gli ultimi “gioielli” coreani – dall’altro fa quasi da contraltare la conferma dell’assenza del supporto ai seamless update sui sopramenzionati terminali. Samsung ha insomma deciso di saltare a piè pari l’aggiunta di Google anche se, purtroppo, non si tratta soltanto di un caso isolato. Fatta eccezione per alcune vere e proprie “pecore nere” come Xiaomi Mi A1, Essential Phone, Google Pixel, Moto Z2 Force e, soltanto recentemente, gli ultimi smartphone Sony (Xperia XA2, XA2 Ultra e i top di gamma Xperia XZ2 e XZ2 Compact), la stragrande maggioranza dei produttori impegnati in campo Android non ha infatti dato seguito alle indicazioni provenienti dal gigante di Mountain View.

    Ecco perché l’argomento supporto seamless update diventa quantomeno spinoso e, conseguentemente, può esser utile sia per il presente che per il futuro, allorquando saranno diversi i nuovi smartphone Android in debutto in questo 2018 (ad incominciare dalla nuova gamma Huawei P20 e dal primo top di gamma Xiaomi Mi MIX2S, entrambi attesi nella giornata di martedì 27 marzo) e la lista dei terminali impreziositi dal supporto agli aggiornamenti senza interruzione potrebbe dilatarsi o restare purtroppo intatta. Nelle righe che seguono spiegheremo come controllare se il vostro smartphone è abilitato ai seamless update, accezione quest’ultima che viene impiegata in quanto tutti gli aggiornamenti vengono scaricati nello slot inattivo e il dispositivo passa automaticamente su quest’ultimo dopo il riavvio, così da completare il processo di installazione.

    Prima di addentrarci nelle operazioni, vale la pena sottolineare che le partizioni A /B portano insieme una buona e promiscua dose di vantaggi e svantaggi. Tra la prima opzione merita senz’altro il richiamo dell’azzeramento dei casi di problematiche contestuali ad un aggiornamento installato male: in soldoni, lo smartphone può semplicemente passare all’altro slot e gli errori di avvio saranno evitati; in secondo luogo, non troveremo più la schermata “Android sta aggiornando …”, visto che, una volta installato il pacchetto, il dispositivo si riavvierà normalmente e in modo più veloce rispetto al passato. Tra gli svantaggi significativi c’è però quello inerente l’aumento dello spazio di archiviazione utilizzato su un dispositivo, complice la presenza di due serie di partizioni. E questo può esser in fondo un ostacolo per tutti i terminali con poca memoria di archiviazione nativa non dotati, tra le altre cose, di uno slot micro-SD per l’espansione dello storage.

    Per capire se il vostro smartphone supporta gli aggiornamenti senza interruzione si dovrà in primo luogo eseguire il seguente comando nella shell ADBgetprop ro.boot.slot_suffix dando poi l’avvio. Se la schermata non offrirà particolari indicazioni, si potrà desumere che il dispositivo non ha sistema di partizione A / B e, di conseguenza, non supporta i seamless update. Per un controllo più profondo potete provare ad inserire una seconda stringa, sempre tramite shell ADB con contestuale invio: getprop ro.build.ab_update. Come sopra, la schermata offrirà in un senso o nell’altro il responso netto e significativo.

    I meno esperti potranno infine utilizzare l’app Treble Check presente all’interno del Play Store. Si tratta di un software potente e prezioso, dal momento che permetterà di capire, tra le altre cose, se un dato produttore ha aderito al supporto al Project Treble sul terminale nel quale l’app è stata installata.

     

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